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Parlamento Europeo: limiti più ferrei e flessibilità per le emissioni industriali
Strasburgo, 10 Marzo 2009
Il Parlamento si è pronunciato su una direttiva volta a attualizzare, semplificare e rafforzare le norme vigenti relative alla prevenzione e alla riduzione delle emissioni inquinanti di decine di migliaia di industrie nell'UE. I deputati sono favorevoli alla fissazione di limiti più stringenti, ma chiedono una maggiore flessibilità.
Con 402 voti favorevoli, 184 contrari e 54 astenuti l’Europarlamento chiede modifiche sostanziali alla direttiva proposta della Commissione che ha lo scopo di migliorare la tutela dell'ambiente, promuovere l'innovazione tecnica, semplificare la legislazione e ridurre al tempo stesso gli oneri amministrativi inutili.
La direttiva stabilisce norme riguardanti la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento proveniente da una serie di attività industriali. Fissa inoltre norme intese a evitare o, se impossibile, ridurre le emissioni di tali attività nell'aria, nell'acqua e nel terreno, e a impedire la produzione di rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso. Oltre che gli impianti di combustione, di raffinazione di petrolio e gas, di gassificazione e di liquefazione di combustibili e di produzione di coke, la cosa riguarda anche le industrie di produzione e trasformazione dei metalli, l'industria dei minerali (produzione di amianto, vetro e prodotti ceramici), l'industria chimica, e altre ancora.
La Commissione propone di estendere il campo di applicazione anche agli impianti di combustione di potenza termica compresa, pari o superiore a 20 MV. Le modifiche richieste dall'Europarlamento prevedono l'esclusione degli impianti con potenza termica nominale inferiore a 50 MW e che funzionano per non più di 500 ore all’anno, contro le 350 ore proposte dalla Commissione.
I deputati si sono detti favorevoli a fissare valori limiti più stretti per le emissioni di diossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) e polveri, a condizione di modificare la procedura per la loro definizione, soprattutto in direzione di una maggiore flessibilità, anche per la richiesta di autorizzazioni. Per evitare il ricorso a deroghe che influenzerebbero negativamente il mercato i deputati sostengono che i valori limite delle emissioni degli impianti individuali debbono basarsi sulle migliori tecniche disponibili, ma anche adattabili alle varie circostanze locali.
Sono stati presentati altri emendamenti che si prefiggono di ridurre gli oneri amministrativi e di semplificare la normativa sulla notifica e sui controlli e a migliorare l'informazione nei confronti del pubblico.
Fonte: sito ufficiale del parlamento europeo
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